Terre des Hommes: in Veneto i reati sui minori nel 2025 sono stati 634, in aumento dell’8,4%

Sono stati 634 i minori vittime di reato in Veneto nel 2025, con un'incidenza dello 0,09% sulla popolazione minorile regionale. Il dato segna un aumento dell'8,4% rispetto all'anno precedente. La prevalenza femminile delle vittime si conferma anche in Veneto: il 62,8% sono femmine. La percentuale sale al 90,9% se si guardano le vittime dei crimini sessuali, che hanno coinvolto complessivamente, tra maschi e femmine, 230 vittime, pari al 36,3% del totale di tutti i reati. La fattispecie di reato a danno di minore più diffusa resta quella dei maltrattamenti in famiglia: in Veneto si contano 259 vittime, il 40,9% del totale.
I dati, elaborati dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale Polizia Criminale, sono stati resi noti dalla Fondazione Terre des Hommes e pubblicati all’interno del Dossier indifesa “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo” 2026, presentato alla sede ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani, in vista della Giornata internazionale delle bambine (11 ottobre).
I DATI NAZIONALI: NUOVO RECORD CON 7.272 VITTIME I reati commessi a danno di minori in Italia nel 2025 segnano un nuovo record: 7.272 vittime. Se la crescita rispetto all’anno precedente è contenuta - 68 vittime in più, circa l’1% - al contrario la tendenza negli ultimi 10 anni è in netta crescita, con un aumento del 43% dal 2015. In termini assoluti si tratta di 2.192 vittime in più.
La fattispecie di gran lunga più numerosa è quella dei maltrattamenti in famiglia, che conta 3.008 vittime, il 41,4% del totale. Seguono la violenza sessuale (881 vittime) e la violenza sessuale aggravata (664), che insieme raggiungono le 1.545 vittime. Il terzo reato con più vittime è l’abbandono di persone minori o incapaci, con 637. Insieme, queste voci raccolgono 5.190 vittime: il 71,4% del totale. Oltre sette su dieci. Il peso dei maltrattamenti, delle violenze sessuali e dell’abbandono è quindi centrale nella lettura del quadro complessivo.
VITTIME DI REATI SESSUALI: NETTA PREVALENZA FEMMINILE 6 vittime di reati a danno di minori su 10 sono bambine e ragazze. Ma il peso della connotazione di genere del fenomeno appare ancora più chiaro se si considerano le sette fattispecie sessuali: violenza sessuale, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, prostituzione minorile, pornografia minorile e detenzione di materiale pornografico. I reati sessuali contano, infatti, 2.024 vittime di sesso femminile su 2.451, l’82,6%. Più di 8 su 10. Bambine e ragazze rappresentano l’87% delle vittime di violenza sessuale e l’86% di quelle di violenza sessuale aggravata. Sono il 79% negli atti sessuali con minorenne e il 76% nella prostituzione minorile. Ancora, il 79% nella detenzione di materiale pornografico, il 71% nella pornografia minorile e il 65% nella corruzione di minorenne.
MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA IL REATO PIU’ DIFFUSO La famiglia, il luogo che dovrebbe essere il primo spazio di protezione, continua a essere, per troppi bambini e bambine, quello nel quale subiscono violenza, trascuratezza o abuso. I maltrattamenti in famiglia sono il reato più diffuso. Nel 2025, per la prima volta, le vittime superano quota 3.000: sono 3.008, contro le 2.975 del 2024 e le 1.442 del 2015. Un incremento dell’1% rispetto all’anno precedente e del 109% rispetto al 2015. In dieci anni le vittime sono più che raddoppiate. Anche per questa fattispecie di reato, negli ultimi 10 anni è emersa una tendenza costante di crescita delle vittime femminili, seppur meno marcata rispetto ai reati sessuali: nel 2025 bambine e ragazze sono state il 54% delle vittime.
Aumentano anche altri reati che chiamano direttamente in causa la responsabilità degli adulti nella cura e nella protezione dei più piccoli. Le vittime di abbandono di persone minori o incapaci raggiungono quota 637, crescendo del 10% rispetto al 2024 e del 56% rispetto al 2015. I casi di sottrazione di persone incapaci sono 311, con aumenti rispettivamente del 12% e del 23%. L’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina coinvolge 360 vittime: il 4% in più nell’ultimo anno e il 35% in più rispetto a dieci anni prima.

