Peg Perego: FIOM, FIM e Rsu si oppongono alle decisioni aziendali: "Lo stabilimento non chiuda"

Ieri si è tenuto l’incontro allo stabilimento Peg Perego di San Donà di Piave e hanno partecipato la Fim-Cisl e Fiom-Cgil di Venezia, le rispettive RSU, la direzione aziendale rappresentata dal dottor Marco Ferretti e assistita da Giulia Marin di Confindustria Veneto Est.
L’incontro è stato programmato per discutere della proroga degli ammortizzatori sociali che termineranno in data 22 settembre 2026. La proposta fatta al tavolo da parte dell’azienda è di richiedere solo per ulteriori 3 mesi, cioè fino al 31 dicembre 2026. In assenza della proroga, l’azienda si sarebbe organizzata per far svolgere a tutta la forza lavoro presente ad oggi in PEG PEREGO le consuete 40 ore settimanali. Le RSU e le Organizzazioni sindacali unitariamente hanno respinto con forza questa proposta ritenendola non accettabile e hanno invece richiesto di andare in proroga per ulteriori 12 mesi.
"Apprendiamo però in maniera vergognosa una dichiarazione dell’azienda che il rientro a 40 ore settimanali, sarebbe solo per fare scorta in magazzino per poi comunque cessare qualsiasi attività al 31 dicembre 2026. Riteniamo inaccettabile questo atteggiamento e non vogliamo assolutamente essere complici di queste scelte da parte dell’azienda. Urliamo a gran voce: LA PEG PEREGO NON SI CHIUDE! Ci hanno confermato l’interessamento di due imprenditori esterni che sarebbero già passati in visita allo stabilimento per un sopralluogo." sottolineano i sindacalisti della Fiom e della Fim insieme alle RSU, ribadendo la fondamentale importanza del tempo: "Riteniamo quindi che la proroga dell’ammortizzatore per ulteriori 12 mesi sia l’unica soluzione possibile. Questo per operare e monitorare le migliori scelte future e per garantire la continuità lavorativa dello stabilimento di San Donà di Piave. È stato programmato un incontro presso il MIMIT a Roma per il martedì 7 Ottobre dove ci aspettiamo di ricevere finalmente il piano industriale. Ci aspettiamo risposte e la presentazione concreta di un progetto che permetta di salvaguardare i posti di lavoro e la presenza industriale dello stabilimento di San Donà di Piave." hanno concluso.

