REGIONE | Diritto allo studio, un milione per gli ESU di Padova, Venezia e Verona

La VIª Commissione Consiliare permanente della Regione del Veneto, presieduta da Enoch Soranzo, ha espresso parere favorevole alla proposta di deliberazione amministrativa relativa ai criteri generali di riparto e assegnazione della quota di "riserva" del 10% del fondo regionale di funzionamento agli ESU regionali per l’esercizio 2026.
Il provvedimento, promosso dall’Assessore all’Istruzione e Diritto allo Studio Valeria Mantovan, mobilita 1 milione di euro destinato alle Aziende regionali per il diritto allo studio universitario di Padova, Venezia e Verona. Questa quota completa il quadro delle risorse annuali per le spese di funzionamento, aggiungendosi ai 9 milioni di euro già assegnati nei mesi scorsi.
I criteri ponderali confermati dalla Commissione per la suddivisione della riserva valorizzano in modo oggettivo il carico di servizi effettivamente erogato sul territorio:
- Studenti iscritti (peso 65%): calcolato sulla totalità degli iscritti al 31 gennaio 2026 tra atenei, alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) e scuole superiori per mediatori linguistici;
- Ulteriori servizi per il DSU (peso 15%): spesa sostenuta dagli enti nel 2025 per orientamento, consulenza psicologica, mobilità internazionale, sussidi straordinari e contributi alloggio;
- Ristorazione universitaria (peso 10%): volume complessivo dei pasti erogati nel corso del 2025;
- Posti-alloggio (peso 10%): offerta residenziale garantita agli studenti per l'anno accademico 2024-2025.
"Con questo passaggio confermiamo la rapidità e l’attenzione costante del Consiglio verso il sistema universitario veneto - dichiara il Presidente della VIª Commissione, Enoch Soranzo -. Parliamo di un milione di euro che permette ai tre ESU di coprire le spese operative e continuare a garantire standard elevati in ambiti cruciali per la vita universitaria: dalla disponibilità degli alloggi ai servizi mensa, fino alle attività di supporto psicologico e orientamento. La scelta di parametri consolidati garantisce certezza di bilancio e continuità amministrativa alle nostre aziende per il diritto allo studio. Allo stesso tempo – conclude Soranzo – come Commissione manteniamo aperta una riflessione costruttiva sulla natura di questa riserva del 10%. Nata storicamente come strumento di flessibilità, potrà diventare in futuro una leva ancora più strategica e mirata per intercettare esigenze impreviste, sostenere specifici progetti innovativi o mitigare le criticità emergenti nel panorama universitario regionale".

