Politica di Redazione , 10/09/2026 11:13

REGIONE | Diritto allo studio, un milione per gli ESU di Padova, Venezia e Verona

Enoch Soranzo
Enoch Soranzo

La VIª Commissione Consiliare permanente della Regione del Veneto, presieduta da Enoch Soranzo, ha espresso parere favorevole alla proposta di deliberazione amministrativa relativa ai criteri generali di riparto e assegnazione della quota di "riserva" del 10% del fondo regionale di funzionamento agli ESU regionali per l’esercizio 2026.
​Il provvedimento, promosso dall’Assessore all’Istruzione e Diritto allo Studio Valeria Mantovan, mobilita 1 milione di euro destinato alle Aziende regionali per il diritto allo studio universitario di Padova, Venezia e Verona. Questa quota completa il quadro delle risorse annuali per le spese di funzionamento, aggiungendosi ai 9 milioni di euro già assegnati nei mesi scorsi.

​I criteri ponderali confermati dalla Commissione per la suddivisione della riserva valorizzano in modo oggettivo il carico di servizi effettivamente erogato sul territorio:
 - Studenti iscritti (peso 65%): calcolato sulla totalità degli iscritti al 31 gennaio 2026 tra atenei, alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) e scuole superiori per mediatori linguistici;
 - Ulteriori servizi per il DSU (peso 15%): spesa sostenuta dagli enti nel 2025 per orientamento, consulenza psicologica, mobilità internazionale, sussidi straordinari e contributi alloggio;
 - Ristorazione universitaria (peso 10%): volume complessivo dei pasti erogati nel corso del 2025;
 - Posti-alloggio (peso 10%): offerta residenziale garantita agli studenti per l'anno accademico 2024-2025.

​"Con questo passaggio confermiamo la rapidità e l’attenzione costante del Consiglio verso il sistema universitario veneto - dichiara il Presidente della VIª Commissione, Enoch Soranzo -. Parliamo di un milione di euro che permette ai tre ESU di coprire le spese operative e continuare a garantire standard elevati in ambiti cruciali per la vita universitaria: dalla disponibilità degli alloggi ai servizi mensa, fino alle attività di supporto psicologico e orientamento. La scelta di parametri consolidati garantisce certezza di bilancio e continuità amministrativa alle nostre aziende per il diritto allo studio. Allo stesso tempo – conclude Soranzo – come Commissione manteniamo aperta una riflessione costruttiva sulla natura di questa riserva del 10%. Nata storicamente come strumento di flessibilità, potrà diventare in futuro una leva ancora più strategica e mirata per intercettare esigenze impreviste, sostenere specifici progetti innovativi o mitigare le criticità emergenti nel panorama universitario regionale".